C'era bisogno di un altro sito sui telefilm?
Esistono diversi siti dedicati al mondo dei telefilm ma praticamente tutti presentano una prerogativa: in essi si parla quasi esclusivamente dei serial più recenti e popolari. Telefilmania.it nasce per colmare questa lacuna essendo in particolar modo dedicato ai telefilm più datati o di nicchia. Non che non si possa parlare di Lost o del Dr.House ma il sito si pone come principale scopo la raccolta e lo scambio di informazioni su serie "cult" come Chips e Supercar, serie scomparse come Baretta o Lou Grant e serie "minori" (non per qualità) quali Squadra Emergenza o Alla corte di Alice.
Intervista esclusiva a Guido Barbazza, autore del romanzo "Uomini neri - L'ultimo viaggio della Love Boat"

Nell'ultima edizione di "Lerici legge il mare", rassegna di letteratura e cultura marinaresca che si è tenuta dal 6 al 8 settembre 2013, stato presentato un romanzo che, seppure indirettamente, riguarda anche il mondo dei telefilm. Si tratta di "Uomini neri - L'ultimo viaggio della Love Boat" di Guido Barbazza, ambientato sulla celebre Pacific Princess, ovvero la nave protagonista del telefilm "Love Boat".
Abbiamo contattato l'autore Guido Barbazza che, molto gentilmente, ha accettato di rilasciare una breve intervista per i lettori di Telefilmania, che pubblichiamo di seguito.

TFmania: Le sue opere sono tutte legate al mare ed alla navigazione, ma come è nata, in particolare, l'idea di ambientare un romanzo sulla Pacific Princess?

GB: La Pacific Princess è stata per lungo tempo mestamente in disarmo ormeggiata nel porto di Genova, proprio di fronte alle finestre del mio ufficio, in attesa del suo triste destino, squartata in un cantiere di demolizione turco. Penso che navi come la "Love Boat" dovrebbero essere considerate un patrimonio pubblico. Mi sarebbe piaciuto vederla conservare e valorizzare come ad esempio la Queen Mary, che fa ancora bella figura nel porto di Long Beach, trasformata in un albergo galleggiante, visitabile, con ristorante, albergo e cappella, dove molti organizzano cerimonia e ricevimento di nozze, nell'affascinante atmosfera di un vero transatlantico. Nel libro ho immaginato per la "Princess" una fine epica tra i marosi in tempesta dell'Oceano Indiano, come compete ad una Regina dei mari.

TFmania: Nel telefilm Love Boat i protagonisti sono alcuni dei membri più "importanti" del personale di bordo (il Capitano, l'Ufficiale Medico etc.). Chi sono, invece, gli "uomini neri" protagonisti del suo romanzo?

GB: Sono il direttore di macchina, "Primo Grosso", ed un funambolico motorista, "il Profeta", tra l'altro trasposizioni di personaggi veri che ho realmente conosciuto e con cui ho navigato. Per la prima volta i protagonisti di un romanzo sono i macchinisti navali: con ciò ho voluto porgere un mio personale tributo di simpatia per coloro che con ingegno e fatica operano a bordo, in sala macchine, generando la vita e la linfa vitale che fa muovere le navi. Purtroppo mai, o marginalmente, considerati in libri, film e dagli organi di informazione.

TFmania: Nell'immaginario popolare la passione per il mare viene riconosciuta come qualcosa di assoluto e totalizzante. Ritiene che i "racconti di mare" possano trasmettere efficacemente questa passione al lettore e magari avvicinarlo a questo mondo?

GB: Certamente si. Il mare è rimasto, anche oggi, con tutte le tecnologie disponibili, qualcosa di inspiegabile, di indomabile, che mette alla prova uomini e mezzi, e con cui ci si può solo confrontare con la forza, l'ingegno, la passione. I mezzucci, le tattiche, i trucchi, in mare non servono. Lì vengono veramente fuori i valori (e i limiti) delle persone, che ne escono sempre un po' più "vere" e genuine. Come i macchinisti della Love Boat.

TFmania: Parlando di navi da crociera il pensiero va inevitabilmente all'incidente del Giglio. Da "uomo di mare" come ha vissuto quanto accaduto alla Costa Concordia?

GB: Con sconcerto, tristezza. Un paese come l'Italia, che ha dato i natali, tanto per citarne qualcuno, a Cristoforo Colombo e Amerigo Vespucci, che ha costruito navi come il Rex, non meritava di essere ridicolizzato in tutto il mondo in questo modo. Preferisco non entrare nel merito della vicenda, a Genova si dice "chi è in mare naviga e chi è in terra critica"... ma spero che quanto accaduto serva di insegnamento per evitare che tragedie del genere possano ripetersi. Il mare, che nel dialetto genovese è identificato, e non a caso, con la stessa parola usata per identificare "il male", non permette che gli si possa mai dare "del tu". Non bisogna mai dare troppa confidenza al mare, mai abbassare il livello di attenzione e mai prendere rischi inutili. I veri uomini di mare, questo, lo sanno bene.

TFmania: Passando a cose più facete, come sa il nostro sito si occupa di serie televisive e non posso esimermi dal farle qualche domanda in merito. Che rapporto ha con la televisione?

GB: La considero un ottimo "tool", e come tutti i "tool" da usare, senza farsi usare. La assumo in dosi moderate. Preferirei comunque che la televisione seguisse di meno i canali più "facili" e si cimentasse anche in tematiche forse più ardue ma di più elevato respiro, come "fare cultura", cosa a mio giudizio assolutamente necessaria nel nostro paese.

TFmania: Quale è il suo giudizio sulla "serialità", letteraria o televisiva? Crede che porti ad una inevitabile diluizione della qualità, oppure l'ampio respiro di alcuni temi narrativi può beneficiare di un contesto più prolungato?

GB: La qualità, la professionalità, secondo me non hanno stereotipi. Quindi si possono trovare anche nei "serial", seppur, forse, con maggior difficoltà. Ma quando riesce bene, la serialità letteraria e televisiva è in grado di fornire un grande valore aggiunto, fidelizzando il lettore e/o telespettatore, "incatenandolo" alle storie ed ai protagonisti in modo molto efficace. Ma non sempre il gioco riesce...

TFmania: La TV ricopre spesso un ruolo importante nell'infanzia e nell'adolescenza. C'è un telefilm o una serie TV che ricorda con piacere o che pensa possa aver contribuito alla sua formazione culturale?

GB: I film, telefilm o le serie che, per contenuti e originalità colpiscono veramente sono quelli che rimangono dentro, e si ricordano anche a distanza di anni. Ricordo ancora adesso dopo molti anni "Il segno del Comando", con Ugo Pagliai, e, più recenti, "Il Commissario Vivaldi" e "il Restauratore", con Lando Buzzanca. E,...naturalmente..."Love Boat"!


Intervista raccolta da Paolo Tortora il 17/10/2013
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